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Tutti per tutti

Poesie per bambini di Julian Tuwim

traduzione di Marco Vanchetti
ISBN 9788889025970

23,50 22,33

Descrizione

Mortaretti, girandole, castagnole. Sono una vera e propria esplosione di gioia e di allegria i versi di Julian Tuwim. Gioca e si diverte con le parole -un cavallo che cavilla, un vento sventato, una quaglia che si squagliainventando metafore e neologismi che strappano il sorriso. Col suono e la musicalità delle parole evoca e imita animali e cose, stimolando immaginazione e fantasia. Ed è capace, divertendo, di essere istruttivo. Senza mai essere pedante. Come quando, con magistrale noncuranza, smonta le lettere dell’alfabeto. Oppure quando, tra gli spassosi sbuffi della locomotiva e quelli dei passeggeri, come niente fosse elenca uno per uno i numeri dei vagoni. E, sempre col sorriso sulle labbra, irride all’invidia, all’ignoranza, all’egoismo. Ricordandoci, tra l’altro, dei fratelli minori con i quali condividiamo questa terra: gli animali. Una perfetta fusione di leggerezza e profondità, che parla direttamente al cuore e all’intelligenza dei bambini. La sensibilità, la passione, l’ingegno di uno dei più grandi poeti polacchi in un atto d’amore per tutti i bambini. Condiviso dalle illustrazioni e dalla grafica di sette straordinarie artiste.

Settembre 2010
Collana: poesia e racconti in versi
Area tematica: Gli altri animali, Ridere e sorridere, Storie visionarie e dell'assurdo
Età: dai 4 anni in su
Pagine: 136
Formato: 28 x 20
Publicato In: lingua polacca
Premio: Bologna Ragazzi Award 2008 - Sezione Poetry, Bib Onorary mention|||
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Intro
Julian Tuwim suona le corde espressive e musicali della lingua poetica come pochissimi altri. Parola di Moni Ovadia! Paroliamo anche noi con suoni inconsueti e trovate spiritose.
1. Il buon Tuwim
Julian Tuwim (1898-1953) nasce a ?ód? da una famiglia d’origine ebraica: durante la seconda guerra mondiale emigra in Romania, in Francia, poi in Brasile, infine a New York. Torna in Polonia soltanto nel 1946. Per i polacchi è come per noi Gianni Rodari: insieme ad amici esuberanti, nel 1918 fonda il gruppo poetico Skamander, per rinnovare la poesia e renderla vicina alla vita di tutti. La sua bonomia è famosa, e persino il suo cognome, in ebraico, significa ‘buono, benigno’. Che origine ha il nostro e cosa significa? Quali altri cognomi gli s’intrecciano? Si può fare una geografia di cognomi?
2. Onomatopea
Che parolona! Eppure è una parola divertente: indica infatti tutte quelle parole che somigliano molto o moltissimo, per suono, alle cose che significano. Ad esempio: il verbo ‘scricchiolare’ riprende il rumore che sentiamo tutte le volte che calpestiamo le foglie secche (scric scric). Aldo Palazzeschi lo sapeva bene: leggiamo in classe “La fontana malata”! Anche Tuwim si diverte con le onomatopee: cerchiamole, e aggiungiamo alla lista tutte quelle che conosciamo già. Potremmo poi creare, con quella lista, una storia ‘musicale’ e infine registrare sia la nostra voce che racconta, sia i rumori corrispondenti alle onomatopee della storia. Una collezione di parole musicali!
3. Prove di lettura
Anche leggere è un’attività corporea, come suonare e cantare. Proviamo a leggere e magari mimare “La locomotiva”, “Due venti”, “Click!” o anche “La rapa” con tanto di caduta finale: ogni parte del corpo sarà necessaria per rendere la poesia viva. E per impararla, come una canzone da canticchiare sotto la doccia.
4. 7 donne, 7 stili
Le 28 poesie di Tuwim sono state illustrate da 7 diverse artiste. Nell’indice è assegnata ad ognuna la lista dei testi illustrati: quali immagini preferisci? E quali testi? Qual è secondo te il punto di forza di ognuna di loro?
5. Questione di Grafica
Il computer può essere usato anche per fini nobili, lo sappiamo bene. Sperimentiamo il programma di grafica che ha in dotazione: ricopiamo una poesia che ci piace scegliendo il carattere, il colore delle lettere e quello delle parole, le dimensioni delle lettere e la disposizione dei versi nello spazio della pagina. Ad esempio, come rendere grafica la poesia “Un uomo maturo con un orecchio acerbo” di Gianni Rodari? Si possono poi stampare tutte le ‘poesie in grafica’ create e farne un’antologia di classe. Ovviamente, con la copertina!
6. Cofanetto di classe
E se si allegasse, al CD con le onomatopee e con le poesie lette a voce alta, l’antologia di poesie messe in grafica? Un cofanetto imperdibile a misura di bambino!