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Oltre il giardino

illustrazioni di Regis Lejonc
traduzione di Paolo Cesari
ISBN 9788899064938

15,00 14,25

Descrizione

Il padre di Chiara è ambasciatore a Teheran negli anni della rivoluzione islamica, in piena guerra con l’Iraq. Di lì a poco l’intera famiglia lo raggiunge: ma l’Iran è un paese lontano e sconosciuto agli occhi di un bambino. Gli affetti, i giocattoli, il cucciolo, la dimora con il giardino da fiaba rappresentano per Chiara il dentro, sicuro e accogliente, ma il fuori è ben altro: è la città nera dove soldati dalle lunghe barbe scure sono armati fino ai denti. È la guerra che le fa tanta paura. Fino al giorno in cui, oltre il cancello, lo sguardo di Chiara incrocia quello di Massoud…

Gennaio 2019
Collana: albi
Area tematica: Grandi temi, La difficoltà di crescere, Raccontare il presente
Età: dai 7 anni in su
Pagine: 32
Formato: 21x33
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Intro.
Chiara, con il padre che è ambasciatore a Teheran e con il resto della sua famiglia, arriva in quella città negli anni della rivoluzione islamica. L’Iran è un paese lontano e sconosciuto agli occhi di Chiara e di suo fratello. La grande casa in cui abita e il giardino da fiaba rappresentano per Chiara il dentro, sicuro e accogliente, ma il fuori è ben altro: nella città infuria una guerra che le fa tanta paura. Fino al giorno in cui, da quel fuori pericoloso, arriva uno sguardo, è quello di Massoud, un bambino come lei.
1. In valigia
Lasciare la propria casa per seguire la propria famiglia in un luogo sconosciuto è forse uno scenario che hai vissuto personalmente o di cui qualche tuo amico o amica hanno esperienza diretta. Prova a immaginare di dover fare la valigia perché tocca a te, come all'epoca toccò a Chiara e a suo fratello, lasciare tutto per andare in un paese di cui non conosci nulla. Cosa porteresti con te, per certo? E se invece conosci qualcuno a cui questa situazione è capitata davvero, chiedi cosa aveva nella valigia? Ragionate insieme di cosa sentire la nostalgia.
2. Dentro e fuori
La grande questione che è dietro alla storia vera di Chiara Mezzalama, la figlia di un ambasciatore italiano a Teheran, è giocata da Régis Lejonc, l'autore delle bellissime illustrazioni, su un cambio continuo di colore. Quando il testo racconta il dentro, lui usa colori forti che diano l'impressione di un giardino-giungla tutto da esplorare. Quando, invece, deve raccontare il fuori, ovvero la guerra, usa toni di nero e di rosso con i quali disegna volti segnati, soldati armati fino ai denti. Un alto muro di cinta e un cancello tengono separate queste due parti. La grande domanda è: si può mescolare il dentro e il fuori? Si possono attraversare i confini?
3. Ancora dentro ancora fuori
Il confine tra il dentro e il fuori è anche un confine ideale che ci rende "singoli" all'interno di un gruppo. Il dentro, a parte gli organi interni, è rappresentato dai nostri pensieri, dal nostro spirito, dai nostri segreti, dalla nostra interiorità, appunto. Il fuori è tutto quello che parte dalla nostra pelle e va verso l'esterno. Il nostro fuori è tutto il mondo che ci circonda. Se anche tu la vedi così, prova a disegnare il tuo dentro. Prendi un grande foglio di carta da pacchi, sdraiati e chiedi a qualcuno di disegnare il profilo del tuo corpo. A questo punto disegna dentro il contorno del tuo corpo, non i tuoi polmoni e lo stomaco, ma quello che tu sei dentro, ovvero le cose che ti rappresentano, che ti piacciono che alimentano le tue paure....Le tue emozioni, i tuoi sentimenti. Ricordati che Régis Lejonc con il colore, dà spessore alla storia. Fallo anche tu, se te la senti.
4. Dentro-Fuori
Se quel bambino non si fosse affacciato al cancello, se non lo avesse scavalcato, forse il dentro e il fuori non si sarebbero mai toccati. E invece lui è andato a vedere al di là. E anche Chiara è incuriosita e desiderosa di questo imminente contatto. Al contrario del fratellino che scappa spaventato. L'uno per l'altra rappresentano l'ignoto e anche le realtà che li circondano sono molto differenti. Tu ti senti attratto dalle cose che non conosci? O preferisci la prudenza e mantenere la distanza di sicurezza? Al posto di Chiara cosa avresti fatto, e al posto di Massoud? Per avvicinarsi l'uno all'altra partono entrambi dallo stesso punto di avvio?
5. Ancora dentro-fuori
Il concetto di dentro-fuori, ovvero una sorta di percorso di comunicazione sempre aperto, è alla base dell'amicizia. Anche tra Chiara e Massoud, a parte un inizio segnato da una incomprensione, nasce un'intesa, un segreto che li tiene vicini. Si potrebbe parlare dell'inizio di una amicizia. Chiama un tuo amico o una tua amica al telefono e datevi l'uno con l'altro una missione: raccontare nella lunghezza di un messaggio whatsapp l'inizio della vostra amicizia. Chissà se racconterete la stessa cosa?
6. Il gatto di scambio
Chiara e Massoud vengono da culture differenti e infatti al primo loro incontro, a parte il problema di non poter comunicare in una lingua comprensibile a entrambi, non si intendono. Per Chiara fare un regalo è cosa normale, per Massoud accettarlo, molto meno. Prova a capire perché Massoud ha bisogno di rispondere a Chiara con un altro regalo. Cosa si nasconde dietro il gesto di fare un dono? Ora lui con la maglietta di Chiara e lei con il gatto di legno sono alla pari nella loro relazione di amicizia? Che differenza c'è nelle tue amicizie tra fare un dono e fare uno scambio?
7. tra Persia e Iran
Chiara Mezzalama e Régis Lejonc raccontano uno stesso paese: la Persia dei cavalieri e delle principesse delle Mille e una notte e l'Iran dei talebani, con linguaggi e parole molto diverse. Nei sogni principeschi di Chiara c'è la lingua e le immagini delle fiabe, nella percezione di Teheran durante la rivoluzione islamica c'è il segno duro di parole e di figure armate. Cerca, facendoti aiutare da un grande, esempi dove ancora in Iran è possibile vedere la Persia. E vedrai quanto i disegni di Léjonc si ispirino all'arte persiana. Ti do un indizio di partenza, guarda come disegna la villa o le decorazioni in giardino o lo skyline di Teheran...