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Mille giorni e una notte

ISBN 9788889025628

14,00 13,30

Descrizione

Due racconti. Straordinari, visionari, surreali e dal tratto raffinatissimo di un Fabian Negrin ancora una volta capace di stupirci. Da un paese in cui il cielo pullula di soli impazziti a una foresta impenetrabile in cui il sogno di una zingara si perde per inventare la luna, “Mille giorni e una notte” ci accompagna in luoghi dove tutto è possibile, persino incontrare pittori come Rousseau il doganiere o musicisti come Erik Satie. A cavallo fra fumetto e albo illustrato, uno straordinario viaggio nel mondo dell’immaginario e del fantastico.

Collana: comics
Area tematica: Storie visionarie e dell'assurdo
EtĂ : dai 9 anni in su
Pagine: 32
Formato: 24,3 x 30,6
Premio: BIB Plaque 2009 alla Biennale di Illustrazione di Bratislava (BIB), Finalista al 2nd CJ Picture Book Awards International Competition 2009 |||
fileSoli e sogni
2008-10-01-Andersen
fileUn universo fantastico in un albo vivacemente illustrato
2008-03-09-Il Quotidiano della Calabria
fileAlbi illustrati: l'Italia torna regina
2008-03-30-Il Tirreno
filePagine per eterni adolescenti tra sciagure infinite e rare risate
2008-03-30-Il Manifesto
fileIllustrazione per l'infanzia, Italia premiata
2008-04-03-Gazzetta del Sud
fileProfezia senza speranza
2010-01-29-Internazionale
fileLe crudeli promesse d’amore di un marinaio: quando i disegni raccontano storie
2015-04-29-Oggi
Intro
Due racconti visionari, due paesi lontanissimi, due stili diversi come il giorno e la notte. Che eppure hanno il cielo in comune.
1. Fra sonno e veglia
La zingara che ha perso il sogno cade dentro il sogno di un altro: sogniamo spesso? Sogniamo a fumetti, a puntate, con o senza parole? Abbiamo un sogno ricorrente? Cosa vuol dire rubare i sogni? Esistono sogni collettivi? Ravidara ogni notte lavora alacremente perchè un sole ben fatto possa l’indomani scaldare il mondo intero. Quanti lavori notturni contribuiscono al benessere di tutti? Quanti lavori invisibili di cui ci accorgiamo solo se fatti male? Quale lavoro vorremmo fare da grandi?
2. Pattern
Questo termine indica la ripetizione astratta di uno schema grafico regolare. Quanti moduli sono stati usati per gli sfondi decorati delle illustrazioni? Sono schemi astratti o rappresentano cose reali (prati, pavimenti, tessuti)? Come mai le figure non si confondono con lo sfondo? Lo stile grafico della storia è per noi inconsueto: riprende infatti le convenzioni figurative della miniatura persiana, come già sapientemente fatto da Marjane Satrapi per le sezioni antiche di Persepolis. Dunque, un racconto sulla Persia in stile persiano: conosciamo gli stili di altri paesi? Cosa distingue un disegno giapponese da uno peruviano? Proviamo a disegnare Cappucetto Rosso in persiano...
3. Esotismo
Il fascino per le culture lontane e diverse è stato spesso risolutivo per gli artisti in cerca d’ispirazione, come mostrano le stampe giapponesi per Van Gogh ma anche i preziosi tessuti orientali per Giotto e Simone Martini ad Assisi. Chi è il pittore che appare nella storia blu, “La foresta dei sogni perduti”? Osservando i suoi dipinti, di quale paese lontano era innamorato? Conosciamo le manifatture, i cibi, le musiche, gli animali e le piante dei paesi del mondo? Quale paese ci attira maggiormente e perché?
4. Fumetto e mito
Il mito racconta sempre la creazione di qualcosa che prima non c’era, mentre il fumetto è un modo per narrare le storie in cui si usano immagini in sequenza e didascalie dentro o fuori i baloons. Il libro racconta a fumetto come nacquero le eclissi e la luna. Qual è il nostro fumetto preferito e perché? Per la storia blu, l’illustratore è partito dal dipinto La zingara addormentata (1897): immaginiamo un mito di creazione lasciandoci ispirare da un quadro che ci piace, per esempio da Il cavallo bianco (1898) di Gauguin.