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L’isola di Kalief

illustrazioni di Mara Cerri
ISBN 9788832070583

15,00 14,25

Descrizione

Tutto è già successo. Rikers Island era una prigione grigia e la città puzzava di gas: quello era il tempo di Kalief. Il tempo in cui fu accusato di aver rubato uno zaino che non aveva rubato. A raccontare la sua storia è una bambina che, in un futuro lontano, vive felice in quella stessa isola, così diversa da prima: piena di colori e piante mai viste. Kalief come molti altri afroamericani, finì ingiustamente in quella prigione. Niente processo, solo violenze e solitudine. Liberato per mancanza di prove, continuò a professarsi innocente e diventò un simbolo di riscossa che, racconta la voce narrante della bambina, mise fine a quell’orrore. L’isola nella sua nuova bellezza porta il suo nome, perché è stata la sua forza a cambiare le cose. Nella realtà, anche se Kalief non ce l’ha fatta, grazie alla sua lotta, nel 2014 il regime di isolamento per i minori è stato abolito, e nel 2026 è prevista la chiusura definitiva della prigione di Rikers.

Marzo 2021
Collana: albi
Area tematica: Il coraggio di dire no
Età: dagli 8 anni in su
Pagine: 32
Formato: 21 x 30
fileL'isola di Kalief L'oggi visto dal domani
2021-04-12-Immaginarie
Intro.
Tutto è già successo. Rikers Island era una prigione grigia e la città puzzava di gas: quello era il tempo di Kalief. Il tempo in cui fu accusato di aver rubato uno zaino che non aveva rubato. A raccontare la sua storia è una bambina che, in un futuro lontano, vive felice in quella stessa isola, così diversa da prima: piena di colori e piante mai viste. Kalief come molti altri afroamericani, finì ingiustamente in quella prigione. Niente processo, solo violenze e solitudine. Liberato per mancanza di prove, continuò a professarsi innocente e diventò un simbolo di riscossa che, racconta la voce narrante della bambina, mise fine a quell’orrore. L’isola nella sua nuova bellezza porta il suo nome, perché è stata la sua forza a cambiare le cose. Nella realtà, anche se Kalief non ce l’ha fatta, grazie alla sua lotta, nel 2014 il regime di isolamento per i minori è stato abolito, e nel 2026 è prevista la chiusura definitiva della prigione di Rikers.
1. Una memoria diffusa
Questa bambina dalla pelle scura vive sulla bellissima e rigogliosa isola di Kalief. Ma quel posto ha un passato ben più grigio e incombente. La storia che sua madre le racconta è quella di Kalief. Una storia vera che andrebbe raccontata a tutti per fare sì che nessuno la possa dimenticare. Sei d'accordo che la grande ingiustizia di cui questo ragazzino afroamericano è stato vittima diventi patrimonio di tutti perché nulla del genere possa di nuovo accadere? Quali sono secondo te modi efficaci per creare una memoria diffusa?
2. Ingiustizia è fatta
Il caso di Kalief Browder ha messo in luce le grandi falle del sistema di giustizia americano. La sua famiglia non è riuscita a raccogliere in tempo il denaro per pagare la sua cauzione e toglierlo dalla prigione, così a Kalief per 2 anni è stato negato un processo in cui dimostrare la propria innocenza. In classe ripercorrete la terribile vicenda giudiziaria di Kalief, guardando la breve docu-serie che si intitola "Time" e provate poi a discutere delle ingiustizie di cui è stato vittima e del fatto che lui non si sia mai voluto piegare a confessare un crimine non commesso. Si può anche da soli combattere la propria battaglia?
3. Rikers: è cominciato il conto alla rovescia
La realtà penale di Rikers è davvero molto brutta e violenta. Circa l'85% dei detenuti non è ancora stato condannato per un crimine: si tratta di persone in attesa di processo, o senza cauzione, proprio come a suo tempo successe a Kalief Browder. Tuttavia, in seguito ai molti episodi di violenza ripetutisi all'interno del carcere da parte delle guardie carcerarie, alle numerose morti, ma soprattutto grazie alla risonanza popolare data al caso Browder, l'attuale sindaco di New York, Bill de Blasio, ha stabilito un programma che prevede la chiusura definitiva di Rikers Island entro il 2026. Secondo te quali possono essere programmi di correzione efficaci in un penitenziario?
4. Le Mandela Rules
Spesso le carceri al loro interno hanno reparti speciali, detti di isolamento, che prevedono restrizioni durissime. Per ragioni disciplinari, o per chi è in attesa di giudizio, anche nell'ordinamento penitenziario italiano, è prevista la misura dell'isolamento e purtroppo molto spesso anche se il termine massimo previsto dalle Mandela Rules non dovrebbe mai superare i 15 giorni consecutivi, questa restrizione viene applicata più a lungo. Gli effetti sulla salute mentale di chi la subisce sono devastanti: disturbi del sonno, dell’appetito, ansia, panico, rabbia, perdita di controllo, allucinazione, automutilazione. Il Consiglio d'Europa ha deliberato nel 2020 che il regime di isolamento deve prevedere almeno due ore al giorno di interazione con gli altri. Secondo te l'isolamento può essere considerato un metodo rieducativo?
5. Utopia, l'isola ideale
Un po' come fece Tommaso Moro nel Cinquecento con "Utopia", Davide Orecchio ambienta la storia di Kalief Browder in un futuro prossimo, molto più luminoso della Rikers di oggi. Mara Cerri illustra l'isola futura come una sorta di paradiso in terra e lo contrappone ai toni cupi che dà alla città grigia e nebbiosa in cui accaddero i fatti. Davide Orecchio parla di ederapesco e di cipressananassi, piante che non esistono ma che forse un giorno... Immagina e descrivi come vorresti che fosse la tua città ideale, la tua Utopia.
6. Un corvo bianco
"L'isola di Kalief" è stato selezionato da una importante fondazione internazionale, la Internationale Jugendbibliothek di Monaco, fondata da Jella Lepman alla fine della Seconda guerra mondiale con l'intento di creare attraverso i libri un ponte che tenesse uniti i popoli, ed è entrato a far parte del suo prestigioso catalogo annuale White Ravens, che contiene duecento titoli scelti in tutto il mondo da una giuria di esperti. Conosci la storia di Jella Lepman e della fondazione della prima biblioteca internazionale per bambini e ragazzi al mondo? E sai cosa è Ibby? Secondo te i libri possono essere utili nelle relazioni umane, e come?