Close

L’elefante più piccolo del mondo

illustrazioni di Milton Glaser
ISBN 9788832070286

13,50 12,83

Descrizione

Alle volte capita di nascere nel posto sbagliato. Ed è quello che accade all’elefante più piccolo al mondo: sebbene lui sappia fare tutte le cose che gli elefanti sanno fare, dondolare la proboscide, sventolare le orecchie e strombazzare, nella giungla tutti lo prendono in giro. Il fatto che non sia più grande di un normale gatto di casa gli fa capire che è proprio di una casa che ha bisogno. Si mette in cammino e, dopo un lungo viaggio in nave, arriva in città. Nessuno lo nota, a parte il bambino Arnold che decide di tenerlo con sé. Tutto sembra andare a posto, ma la madre di Arnold non è d’accordo. Per aggirare l’ostacolo, basta dipingere sul didietro dell’elefante un bel muso di gatto, insegnargli a scodinzolare con la proboscide e a ripiegare le orecchie: adesso Arnold non ha più un elefante, ma un bel micio. E sarebbe ancora lì, se una notte non fosse sopraggiunto un topo a svelare l’imbroglio … Due talenti del picturebook e del design, due colori brillanti, più che mai smaglianti dopo sessant’anni.

Marzo 2020
Collana: albi
Area tematica: Ridere e sorridere
Età: dai 3 anni in su
Pagine: 32
Formato: 19 x 24,5
fileIl consiglio della libraia
2020-04-18-La Stampa - Tuttolibri
fileStoria di un elefante che si credeva un gatto...
2020-06-06-Vita trentina
fileLe tribolazioni di un elefante piccolo come un gatto
2020-07-02-Scaffale basso - Avvenire
Intro.
Alle volte capita di nascere nel posto sbagliato. Ed è quello che accade all’elefante più piccolo al mondo: sebbene lui sappia fare tutte le cose che gli elefanti sanno fare, nella giungla tutti lo prendono in giro. Il fatto che non sia più grande di un normale gatto di casa gli fa capire che è proprio di una casa che ha bisogno. Si mette in cammino e, dopo un lungo viaggio in nave, arriva in città. Nessuno lo nota, a parte il bambino Arnold che decide di tenerlo con sé. Tutto sembra andare a posto, ma la madre di Arnold non è d’accordo. Per aggirare l’ostacolo, basta dipingere sul didietro dell’elefante un bel muso di gatto, insegnargli a scodinzolare con la proboscide e a ripiegare le orecchie: adesso Arnold non ha più un elefante, ma un bel micio. E sarebbe ancora lì, se una notte non fosse sopraggiunto un topo a svelare l’imbroglio...
1. Il gatto di casa
Il piccolo elefante, nonostante si comporti in tutto e per tutto come un elefante e dentro di sé si senta elefante, ha una vera e propria crisi di identità quando tutti gli animali della giungla gli continuano a dire che è piccolo come un gatto di casa. Ti è mai capitato di convincerti di qualcosa che erano gli altri a sostenere, sebbene tu la pensassi diversamente? Quanto contano per te le apparenze e quanto influisce sui tuoi comportamenti il giudizio degli altri? Racconta.
2. Curry powder
In una delle illustrazioni più divertenti di questo libro, Milton Glaser, il più famoso designer americano, ha raffigurato un certo numero di casse con sopra scritto il contenuto. Tra queste, si trova compresso il povero elefante. Avrai anche notato che tutte le scritte sono in inglese. Prova a indovinare che cosa contengono. Almeno due le indovinerai al volo e poi per ogni tipo di merce, con l'aiuto di un grande o dell'insegnante d’inglese, trova delle immagini di quei prodotti e, se ne hai voglia, trova anche il paese di provenienza. Forse un vocabolario inglese-italiano potrebbe esserti utile...
3. Sfortunatamente e fortunatamente
L'elefante più piccolo del mondo arriva in città ed è un’assoluta novità che un pachiderma - seppure delle dimensioni di un gatto - cammini per le vie trafficate. Sfortunatamente per loro, le persone grandi non lo notano, indaffarate come sono. Ma fortunatamente Arnold, che è un bambino e quindi ha gli occhi più attenti di qualsiasi adulto, lo vede sebbene anche lui sia tutto concentrato a non calpestare le fessure del marciapiede. Tu, come Arnold, hai qualche “gioco segreto” che fai mentre cammini per strada, oppure quando sei in macchina, per non annoiarti troppo? Ognuno in classe racconti il proprio. Sarà divertente scambiarseli e farli diventare patrimonio comune.
4. Il piano di Arnold
Arnold è un bambino con molta inventiva, decisamente sveglio e molto determinato a fare di testa propria. L'idea di dipingere l'elefante per farlo sembrare un gatto è talmente buona che anche sua madre ci casca. Racconta quando anche tu quella volta sei stato così scaltro da “mettere nel sacco” un grande. Se invece pensi che i grandi non si debbano MAI prendere in giro, prova a trovare una via alternativa da suggerire ad Arnold per ottenere lo scopo.
5. Camouflage
Ecco un gioco da fare con i gessetti colorati, solo di due colori, come fa Milton Glaser per tutto il libro. Fate disegnare alla maestra sulla lavagna un grande profilo di elefante, poi, a turno, ognuno aggiunga con un gessetto un dettaglio, un corno, due ali, delle zampe palmate, fino a farlo diventare... chissà chi. Anche il nuovo nome da dargli sarà divertente da trovare.
6. Finalmente a casa!
Il finale di questa storia vede l'elefante cambiare ancora destinazione. La madre di Arnold, scoperto l'inganno per merito di un topo, non pensa che avere un elefante come animale domestico sia dignitoso e quindi gli cerca un altro posto dove stare. E pazienza per il povero Arnold! Così, l'elefante che era grande come un gatto di casa, si sentirà felice e finalmente a casa nel circo dove lavora Hilo, l'uomo più piccolo del mondo. Lì avrà la stima e l'affetto che si merita e Arnold potrà andare a trovarlo e vedere lo spettacolo, tutte le volte che vorrà. Quali sono per te le sensazioni che ti fanno riconoscere un luogo come 'casa'?