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La porta

traduzione di Park Woo-Sook
ISBN 9788899064846

15,90 15,11

Descrizione

Un mondo grigio abitato da persone grigie. E una porta. Grigia come le ragnatele che la ricoprono, come il catenaccio e il lucchetto che la serrano. Come il mondo che racchiude. Unica virgola colorata, un moscerino. È lui a indicare al bambino -grigio anche lui- la chiave per aprire quella porta. Cosa ci sarà al di là?

Giugno 2018
Collana: albi
Area tematica: Da un altro punto di vista, Storie visionarie e dell'assurdo
Età: dai 4 anni in su
Pagine: 52
Formato: 22,5 x 30,2
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Intro.
Un mondo grigio in cui i grigi abitanti si ignorano tra loro. Anche il bambino è grigio ma nota un moscerino, unica virgola di colore, che gli mostra una chiave per aprire una porta, grigia anch'essa e piena di ragnatele. Aprire, non aprire? Cosa ci sarà al di là? Un mondo di curiose creature che parlano una lingua incomprensibile alle orecchie di quel bambino spaventato. L'accoglienza, espressa con gentilezza, il desiderio di stare insieme, colorano il bambino e il mondo che lo circonda. Al momento di andarsene, forse ha senso lasciare la porta aperta.
1. Non aprite quella porta!
La curiosità di andare a vedere cosa ci sia al di là è uno dei temi letterari che di sicuro hai già incontrato, per esempio nella fiaba di Barbablu. La porta è spesso utilizzata come simbolo di separazione, come limite da non valicare. In casa tua, quali sono le porte che di solito sono chiuse, quali invece quelle che rimangono sempre aperte? Quando tu hai bisogno di stare in solitudine, chiudi la porta?
2. Aprire o non aprire?
Aprire o non aprire? Questo è il dilemma. Quel moscerino colorato suggerisce al bambino di raccogliere quella vecchia chiave e di aprire quella vecchia porta che, viste le ragnatele che la ricoprono, nessuno apre da tempo. La curiosità sembra essere la molla che lo spinge a guardare al di là. Tu pensi che essere curiosi sia un pregio o un difetto? E tu, al suo posto, avresti infilato la chiave nella toppa, aperto e ti saresti introdotto in un luogo misterioso? Ti è mai capitato di sbirciare dal buco della serratura?
3. Parlare le lingue
Il bambino è entrato in un luogo che gli è sconosciuto e il primo personaggio che incontra è piuttosto diverso da lui e sopratutto gli si rivolge in una lingua che noi non capiamo. In realtà ci sono molti modi per farsi capire che non passano necessariamente per la voce. Questo libro stesso è senza parole! Hai mai giocato al gioco dei mimi? Prova a guardare con attenzione alcuni dei gesti che fa il protagonista (per esempio mangiare, andare in altalena, nascondersi, fare l'asse d'equilibrio sul ramo) e prova a mimarli. Vediamo se il tuo pubblico è bravo a capire e tu a farti capire.
4. Altrove
Avrai notato che il mondo da cui proviene il bambino è grigio e tutti camminano in silenzio e con il timore o l'indifferenza per gli altri, nei loro sguardi. Al contrario, oltre la porta, tutto è pieno di colorata allegria. Anche contagiosa. E le porte che si aprono sono tante, in quel mondo brulicante di gente felice. La metafora che suggerisce l'autrice, pur senza dire neanche una parola al riguardo, è piuttosto chiara. Secondo te quali sono le ragioni che frenano le persone a essere "accoglienti" nei confronti di chi arriva da un "altrove"? Hai mai pensato che anche il luogo in cui tu ti senti a casa viene considerato un "altrove" da altri? Raccogli in giro le testimonianze, anche dai libri di storia, di come erano trattati gli italiani emigranti in altri paesi del mondo.
5. Strisce e macchie
La seconda grande questione che questo libro solleva è quella relativa alla diversità che viene considerata un'opportunità di condivisione e non un elemento per tenersi a distanza. Come vedi alla festa di matrimonio, oppure a giocare sulle altalene sono tutti piccoli personaggi che per fisionomia, e forse anche per modo di comportarsi o di pensare, sono tra loro differenti. Eppure nel loro stare pacificamente insieme il divertimento e la bellezza si moltiplicano. Io spero che nella tua classe ci siano bambine e bambini molto diversi tra loro e molto diversi anche da te. Hai mai notato elementi che vi distinguono? Se sì, quali? Cosa hai imparato da loro e cosa loro da te? C'è un bel libro che si intitola Strisce e macchie che racconta quanto nella diversità ci si possa riconoscere uguali. Racconta le tue esperienze.
6. Aprite quella porta!
Prendi due cartoncini di uguale misura Sul secondo disegna un mondo come ti piacerebbe che fosse, forse pieno di gente allegra che fa le cose belle. Sul primo, invece, disegna un muro grigio e una porta (che poi ritaglierai lungo tre lati, in modo che si possa aprire sul foglio sottostante. Non la mettere al centro del foglio, però). Incollali insieme alle due estremità più corte, quindi fai una piegatura a metà sempre lungo il lato corto e distanziali in modo da formare una sorta di spazio cubico con soli 4 lati. Apri la porta e sbircia ciò che vedi attraverso.