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L’albero di Anne

illustrazioni di Maurizio A. C. Quarello
traduzione di Paolo Cesari
ISBN 9788889025895

Non disponibile

Descrizione

“Nelle città di rumore e polvere io sono quello che per primo annuncia la primavera. In aprile si schiudono le gemme e con lo stesso slancio sbocciano i miei fiori e le mie foglie. Io sono un ippocastano.” Un vecchio ippocastano, nel cortile di una casa alle spalle di uno dei tanti canali di Amsterdam. Ho più di cento anni, e sotto la corteccia migliaia di ricordi. Ma è di una ragazzina -Anne il suo nome- il ricordo più vivo. Aveva tredici anni, ma non scendeva mai in cortile a giocare. La intravedevo appena, dietro il lucernario della soffitta del palazzo di fronte. Curva a scrivere fitto fitto, quando alzava gli occhi il suo sguardo spaziava l’orizzonte. A volte però si fermava sui miei rami, scintillanti di pioggia in autunno, rigogliosi di foglie e fiori in primavera. E vedevo il suo sorriso. Luminoso come uno squarcio di luce e speranza in quegli anni tetri e bui della guerra. Fino a quando, un giorno d’estate, un gruppo di soldati -grandi elmetti e mitra in pugno- la portò via. Per sempre. Dicono che sotto la mia corteccia, insieme con i ricordi, si siano intrufolati funghi e parassiti. E che forse non ce la farò. Sì, sono preoccupato per le mie foglie, per il mio tronco, per le mie radici. Ma i parassiti più pericolosi sono i tarli, i tarli della memoria. Quelli che vorrebbero intaccare, fino a negarlo, il ricordo di Anne Frank.

Gennaio 2010
Collana: albi
Area tematica: Da un altro punto di vista, Guerra e pace, Memoria
Età: dai 9 anni in su
Pagine: 36
Formato: 20 x 30
Publicato In: francese, coreano, tedesco, cinese, giapponese, olandese, sloveno, greco
Premio: Premio Libro per l'Ambiente 2011 miglior coerenza grafica-testo|||:::2° classificato al Premio Letteratura per Ragazzi Fondazione Cassa di Risparmio di Cento|||
Intro
Un accordo intimo tra uomo e natura. Un modo delicato per raccontare la Shoah.
1. Libertà e oppressione
L’elenco delle cose vietate agli ebrei era lungo e puntuale. Gli ordini, spesso folli: Anne si stizziva al sapere che non poteva rilassarsi nel dopocena nel giardino di casa sua. Alcune regole ci controllano, altre ci esasperano. L’illustratore dipinge una gabbia di regole a sei punte a maglie così larghe che se ne potrebbe sgusciare via ma nessuno lo fa. Quanto siamo indulgenti verso chi attenta alla libertà? Crediamo che una restrizione possa essere sopportata in nome della sicurezza, o del ‘bene’? Sappiamo distinguere le regole civili dalle restrizioni? Ad ogni diminuzione di libertà, si muore un po’, dentro. Nei periodi bui della Storia, molte persone si sono ribellate, altre hanno resistito aggrappandosi a un ideale o creandosi un mondo interiore. Cosa avremmo fatto noi allora? Sappiamo opporci a soprusi e oppressioni? Coltiviamo un rifugio privato? Una fuga invisibile? Quando ci sentiamo vivi?
2. Racconto e memoria
La storia è raccontata dall’ippocastano che vive nel giardino al numero 263 di Prinsengracht. Malato, teme che con lui muoia anche il ricordo di Anne, e scrive per combattere l’oblio. Come tramandare cose passate e superare l’oblio che ingoia tutto e tutti? L’arte può rendere immortale un’anima, un messaggio, una vita?
3. Conoscersi
Anne è una ragazzina di 13 anni molto viva. Civettuola e allegra, impulsiva e talvolta petulante, nel suo diario ritrae se stessa e le persone che frequenta. Inoltre, trascrive emozioni e pensieri, anche molto intimi, rivelando una sensibilità in crescita. Proviamo a descriverci ‘da dentro’: cosa amiamo, cosa detestiamo? Quali sono i nostri sogni, come vorremmo essere da grandi, cosa desideriamo davvero? Il diario per Anne è Kitty, l'amica immaginaria cui confidare ciò che non si ha il coraggio di dire a nessuno. A chi confidiamo cose grandi? Cos’è l’amicizia?
4. Il senso della Natura
Descrivendo l'albero che sbirciava di nascosto dalla soffitta, Anne seguiva il corso del tempo, il mutare delle stagioni e di se stessa, del suo corpo e dei suoi pensieri. Per un recluso, un albero solo significa la natura intera. E noi che siamo liberi, godiamo della natura? Quando ci sentiamo parte di essa? Desideriamo mai correre a perdifiato per sentire il vento sulla pelle e infine stendersi sfiniti al sole? Cos’è la contemplazione? I disastri ambientali sono all’ordine del giorno: criminali avidi di denaro e potere devastano la bellezza, minacciano la salute, offendono la vita. Cosa facciamo per rispettare e tutelare l’ambiente?