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La casa sull’altura

illustrazioni di Simone Massi
ISBN 9788896806012

16,50 15,68

Descrizione

Una verde collina e, sulla cima, una casa. La porta incerta sui cardini, i vetri rotti, la polvere sovrana. Disabitata. Ma non priva di vita. Poiane, fagiani, colombacci la dividono con ramarri, scarafaggi, ragni. E tarli. Capelli neri, i primi segni della barba, impaurito e fuggiasco vi ripara un ragazzo. Di notte scruta il buio, il giorno dorme sonni agitati. Si gira e rigira sul giaciglio, si alza, va alla porta, sbircia di fuori. Al minimo rumore sobbalza, rabbrividisce. Unico sollievo l’amicizia con gli animali che, dapprima impauriti, passo dopo passo si avvicinano al ragazzo. Con loro spartisce briciole di pane, li accarezza, ci gioca. E gli animali, riconoscenti, stanno di vedetta, e quando non c’è lo attendono con ansia. Il falchetto e il corvo sopra a tutti. E anche i tarli hanno smesso di rodere. Poi, una mattina, il ragazzo non fa ritorno. Inutile l’attesa, anche nei giorni a venire. Nella casa è un andirivieni continuo di animali, vogliono sapere. Alla fine tutti capiscono che il loro amico non tornerà. Anche i tarli che, con rabbia frenetica, riprendono a divorare tutto, porte, finestre, sedie. Pure la capriata, che crolla travolgendo l’intera casa. Un racconto struggente e misterioso che tocca temi forti, antichi e sempre vivi. Illustrato da un grande artista del film d’animazione alla sua prima prova di albo illustrato.

Gennaio 2011
Collana: poesia e racconti in versi
Area tematica: Gli altri animali, Grandi temi
Età: dai 11 anni in su
Pagine: 68
Formato: 24 x 32
Publicato In: lingua russa
Premio: Finalista alla quarta edizione del CJ Picture Book Award|||
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Intro.
Una verde collina e, sulla cima, una casa. Disabitata. Ma non priva di vita. Poiane, fagiani, colombacci la dividono con ramarri, scarafaggi, ragni. E tarli. In fuga quel ragazzo vi trova rifugio.Di notte scruta il buio, il giorno dorme sonni agitati. Unico sollievo l’amicizia con gli animali. Con loro spartisce briciole di pane, li accarezza, ci gioca. E gli animali, riconoscenti, stanno di vedetta, e quando non c’è lo attendono con ansia. E anche i tarli hanno smesso di rodere. Poi, una mattina, il ragazzo non fa ritorno. Inutile l’attesa, anche nei giorni a venire.Alla fine tutti capiscono che il loro amico non tornerà. Anche i tarli che, con rabbia frenetica, riprendono a divorare tutto, porte, finestre, sedie. Pure la capriata, che crolla travolgendo l’intera casa.
1. Una casetta abbandonata
Lasciata vuota, questa casa di contadini sull'altura e circondata dai rovi e dall'erba selvatica, è diventata la casa di chi ne varca la porta o la finestra. Animali piccoli e grandi ci vanno per trovarvi riparo e per curiosità. È il simbolo di una campagna abbandonata. Qual è secondo te il motivo che ha spinto molti ad abbandonare il lavoro dei campi? Conosci realtà in controtendenza, ovvero di giovani che vedono nella campagna il loro futuro?
2. Tenaci rodevano
I tarli sono gli unici a non lasciare mai la casa. Lì dentro loro hanno trovato di che nutrirsi per sempre. Il loro continuo scricchiolio dai legni di porte e finestre dà un senso di disfacimento lento ma inesorabile. Nella poesia i tarli sono felice metafora del dissolvimento che caratterizza le cose. A te cosa suggerisce questa immagine?
3. Il volto nelle mani
Nino De Vita lascia nell'indefinito la figura di questo ragazzo che una sera arriva alla casa e per del tempo vi si rifugia. Sembra stanco e spaventato. Forse sta fuggendo e forse la sua è una tappa di passaggio. Riesci a immaginare la sua storia?
4. L'aspettarono...
Gli animali selvatici che vivono nella casa sull'altura, passato il primo spavento iniziale, si avvezzano alla nuova presenza del ragazzo e anche lui lentamente entra in contatto con loro. Timidi accenni da una parte e dall'altra fanno pensare ad un'amicizia sul nascere. Sul piano emotivo, l'incontro con un altro essere vivente può cambiare, di tanto o di poco, il nostro sentire?
5. Rovinarono le mura di pietra
Le mura di pietra che sono segno di solidità, sono ormai crollate sotto il peso del tetto eroso dai tarli. La relazione tra l'uomo e la natura sembra compromessa per sempre. La ricerca del benessere ha portato ad uno sradicamento di grandi masse di persone che prima popolavano la campagna e vivevano in sintonia con la natura circostante, loro primaria fonte di sostentamento. Hai qualche esempio di luogo dove vedi la natura che riprende il sopravvento o, viceversa, luoghi dove la natura è del tutto scomparsa per l'intervento dell'uomo?