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Il mare nel deserto

illustrazioni di Leticia Ruifernández
ISBN 9788899064006

16,50 15,68

Descrizione

In quel mare di giallo c’è un punto blu, un’oasi. Una piccola pozza d’acqua che tutto il giorno discute con l’alta palma che le sta accanto. La pozza – convinta di essere il mare – si lamenta di trovarsi nel luogo sbagliato, mentre la palma -certa della propria saggezza- tenta invano di farla ragionare. In un luogo lontano, sulla costa, una vedova vive con la figlia. Mentre l’oasi e la vecchia palma continuano a discutere su cosa occorra per essere davvero il mare – delle conchiglie, dei gabbiani, una bambina che nuota – la madre decide di lasciare la città con la figlia, e di tornare al paese natale, proprio vicino a quella piccola oasi sperduta nel deserto. Ed è lì che i loro destini – quello della pozza d’acqua e quello della bambina – si incontrano. Riuscirà qualche conchiglia caduta da una tasca, insieme con due fedeli gabbiani e una piccola bambina che ama nuotare, a fare dell’oasi un vero mare? O sarà infine l’aver capito il proprio ruolo nel mondo a fare dell’oasi un mare nel deserto?

Luglio 2015
Collana: albi
Area tematica: Da un altro punto di vista, Grandi temi
Età: dai 4 anni in su
Pagine: 32
Formato: 30,8 x 27
fileLa pozza d'acqua che si credeva un mare
2015-08-02-La Lettura- Il corriere della sera
fileIl mare nel deserto
2015-08-24-Prime pagine
fileLa filosofia illustrata
2015-09-01-Lettura Candita
file
2015-09-01-Avvenire-Scaffale basso
fileIl mare nel deserto
2015-10-25-Luuk Magazine
fileIl libro della settimana: Il mare nel deserto
2015-12-21-Il Mosaico e Il giardino segreto
fileC'ERA UNA VOLTA - Il mare nel deserto
2015-11-05-Radiolibri
Intro.
Un’oasi nel deserto. La pozza d’acqua discute con la palma che le fa ombra. E’ convinta di essere il mare, nonostante la palma lo neghi. A lei mancano tre cose fondamentali: i gabbiani, le conchiglie e una bambina che ci nuoti dentro. Nel frattempo in una città del deserto una donna con la sua bambina hanno deciso di partire per tornare al villaggio di origine che è proprio vicino a quella piccola oasi sperduta nel deserto. Ed è lì che i loro destini - quello della pozza d’acqua e quello della bambina – s’incontrano. Non saranno le circostanze a fare dell’oasi un mare, ma la convinzione di essere nel posto giusto su questa terra.
1. Il pregiudizio.
La palma è convinta che per potersi davvero considerare mare, quella pozza d’acqua debba avere tre requisiti fondamentali: conchiglie, gabbiani e bambina che nuota nelle sue acque. Anche nella vita di tutti i giorni questo accade molto frequentemente, purtroppo. Provate a ragionare su quante volte dipende dal giudizio, o peggio, dal pregiudizio degli altri, se ci sentiamo appartenenti a un genere o a una categoria umana? Hai esperienze da dire in proposito?
2.Tornare a casa.
La madre e la figlia di questo racconto hanno appena avuto una brutta esperienza di lutto. La loro vita quotidiana, le loro abitudini di sempre sono diventate all’improvviso un dolore, perché i luoghi in cui hanno condiviso le loro esistenze con quella di chi non c’è più riaccendono ricordi passati e acuiscono la mancanza. Andare via di lì e tornare in un luogo caro è ciò che gli resta da fare. Quando tu ti confronti con il dolore dove hai voglia di andare?
3.Destini incrociati.
Uno dei temi che attraversa questo racconto sta proprio in questa idea di due destini lontani che lentamente ma inesorabilmente stanno avvicinandosi per incrociarsi, intorno all’oasi nel deserto. Molti film e molta letteratura hanno contribuito ad alimentare una riflessione più generale sul valore del caso. Tu credi al caso? Hai mai fatto un’indagine per conoscere il passato della tua famiglia attraverso i percorsi dei vostri destini incrociati?
4.In armonia.
Il finale di questo libro che vede la palma sconfitta nel proprio pregiudizio, e la pozza vincitrice nella consapevolezza della propria armonia con il mondo che la circonda ha del meraviglioso, nella sua semplicità. Una importante verità è dimostrata in tutta la sua grandezza: a renderci felici e sicuri di noi stessi non sono le circostanze esterne, ma la consapevolezza e l’accettazione di ciò che si è veramente. Provate a discutere in classe tra di voi sulla parola che meglio vi definisce.