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Così semplice

illustrazioni di Fabian Negrin
traduzione di Damiano Abeni
ISBN 9788832070330

8,50 8,08

Descrizione

Questo bellissimo racconto ci presenta un mondo in fase di inspiegabile disfacimento. Il testo del 1971 impressiona per la sua visionaria attualità, come è proprio della migliore fantascienza. Sono i bambini a fare, qui come nella realtà, le domande più essenziali, quelle alle quali gli adulti non sanno dare risposte. In un contesto apocalittico (qual è quello a cui noi stessi ci stiamo forse avvicinando) il racconto ci interroga sui mutamenti che ci aspettano in un futuro fin troppo prossimo.

Giugno 2020
Collana: Pulci nell'orecchio
Area tematica: Storie visionarie e dell'assurdo
Età: dagli 8 anni in su
Pagine: 40
Formato: 11 x 18,5
fileTarli
2020-06-07-La lettura - Corriere della sera
fileBuona la prima!, si va in stampa
2020-10-30-Il Giorno
Intro.
Scene di vita in classe. Tutto in apparenza sembrerebbe normale, ma così non è. Il mondo è in fase di inspiegabile disfacimento, dopo una catastrofe non meglio definita che lo ha colpito. Il testo del 1971 impressiona per la sua visionaria attualità, come è proprio della migliore fantascienza. Sono i bambini a fare, qui come nella realtà, le domande più essenziali, quelle alle quali gli adulti non sanno dare risposte. In un contesto apocalittico (qual è quello a cui noi stessi ci stiamo forse avvicinando) il racconto ci interroga sui mutamenti che ci aspettano in un futuro fin troppo prossimo.
1.
Ken, uno dei pochi bambini di quella classe di sopravvissuti, si rifiuta di leggere un brano dal libro perché quello che è scritto su quelle pagine è frutto dell'invenzione di un autore. Lui, e con lui i suoi compagni, invece hanno bisogno di sentire e di raccontare solo ciò che è vero: ciò che i loro occhi hanno potuto vedere. Per tutti loro, la verità in quel mondo irriconoscibile diventa l'unico punto certo da cui ripartire. Di fronte alla difficoltà e al disorientamento è meglio cercare di 'evadere' con il pensiero, o anche tu come Ken e gli altri pretendi di confrontarti con la realtà, anche se durissima?
2. Il Tempo Dilaniato
I bambini che sono stati testimoni di questo cambiamento enorme che li ha colpiti sono in cerca di spiegazioni plausibili e le cercano dai grandi. Nessuno di loro però, genitori, quei pochi che sono ancora lì, o la stessa maestra hanno risposte da dare. Tutti però sono concordi nel dare un nome all'evento che ha cambiato le loro vite e il loro ambiente: il Tempo Dilaniato. Un nome scelto in modo arbitrario per identificare un prima e un dopo. Nella storia contemporanea riesci, ragionandoci anche con il resto della classe, a individuare eventi dopo i quali nulla è stato più come prima?
3. Il mio foglio è tutto strappato!
Il mondo che circonda quella sparuta classe è tutto distrutto. Non c'è nulla che funzioni, tutto è rotto e nulla funziona. Non c'è più cibo, né possibilità di coltivare la terra. E ora anche quel che resta della scuola, crolla sulla testa dei bambini. Se la prontezza di riflessi non li avesse messi in allarme, suggerendogli di ripararsi sotto i tavoli, di loro adesso ci sarebbe solo povere. Eppure in questo scenario di apocalisse, uno dei bambini sembra preoccuparsi di un dettaglio: il foglio su cui stava scrivendo si è rotto. Secondo te perché per lui è così importante? Quanto importanti sono le piccole cose, quando tutto sembra perduto?
4.
Maria, un'altra bambina di quel piccolo gruppo di scolari, ha perso la vista eppure descrive la giornata come se l'avesse davanti agli occhi: “è una bella giornata” dice sognante e poi prosegue "l’acqua del Briney Lake è così brillante che non riesco a guardarla." Ken la prende in giro ricordandole che è cieca, ma lei risponde con sicurezza che lei dopo il Tempo Dilaniato ha imparato a vedere dentro di sé non quello che è ma quello che sarà. Prova a immedesimarti per almeno un'ora di una tua giornata nella vita di un cieco e poi, il giorno seguente, scrivi le tue impressioni. Sarebbe molto utile se fosse tutta la classe a farlo.
5. Il Crepaccio Occidentale
Così viene definito il confine tra il mondo conosciuto e riconquistato e tutto ciò che è al di là. I bambini, ma anche i grandi, sanno che al di là di quel taglio nella terra c'è l'ignoto, l'incertezza, l'azzardo. La maestra fa un pensiero in merito e dice tra sé che vivere è stato più importante che andarsene. Il dilemma è questo: ha senso lasciarsi indietro quelle poche certezze, anche se drammaticamente difficili da sopportare, e andare al di là, dove i ricordi della città di un tempo riaffiorano, con la consapevolezza che sono incerti come le sabbie mobili? Tu da che parte staresti?
6. Gerhard Richter
Come tutti i libri della collana Pulci nell'orecchio, anche questo bellissimo racconto di fantascienza ha solo due grandi immagini che lo illustrano e una meravigliosa copertina. In entrambi i casi, Negrin dichiara di essersi ispirato agli scenari familiari alla Henderson, il deserto del Texas, ma soprattutto all'opera di un grande artista contemporaneo: Gerhard Richter. Fai una ricerca e guarda come concepisce le sue opere. Poi, così come fa Negrin, prova a coglierne il senso e a progettare un quadro con le stesse modalità: da una parte prova a distorcere le forme e dall'altro fai il ritratto di qualcuno e poi con il pennello e colori del tutto diversi nascondine una parte. Secondo te che qual è il nesso che Negrin vede tra Zenna Henderson e Gerhard Richter?