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Giornale della Libreria, marzo 2009
Scenari & Trend: editoria per ragazzi
Forum diritti

Nome dell’intervistato:
FAUSTA ORECCHIO
Ruolo che ricopre in casa editrice:
Direttore editoriale

L’Aie e l’Ice – Istituto per il commercio estero – hanno chiesto a Doxa di aggiornare l’indagine sulla vendita e acquisto di diritti di edizione da parte delle case editrici italiane.
Uno dei dati di maggior rilievo che emerge è il forte aumento della vendita da parte delle case editrici italiane di diritti di edizione a loro colleghi stranieri.

Vi riconoscete in questa tendenza generale? E secondo la vostra esperienza, a cosa è imputabile? Riguarda indistintamente tutto il settore o privilegia la primissima infanzia, gli albi cartonati, ecc.?
Sì, anche a me pare che negli ultimi anni l’interesse da parte degli editori stranieri –in particolar modo europei– nei confronti dell’editoria italiana sia cresciuto. Fino a cinque o sei anni fa, alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, il padiglione dell’Italia era disertato dagli editori di altri paesi. Da qualche anno non è più così: il padiglione italiano è vivace, si sente una situazione in movimento, in crescita. Sono convinta che questa tendenza si debba al coraggio che alcune piccole case editrici –la nostra fra queste– hanno avuto nel rinnovare profondamente la letteratura rivolta ai ragazzi, in particolar modo nel settore degli albi illustrati, fino a qualche anno fa un settore praticamente inesistente in Italia. E a quei librai che, con uguale coraggio, hanno sostenuto questo rinnovamento. Alcuni piccoli editori –noi fra questi– hanno puntato sulla qualità, hanno investito sulla ricerca, e oggi anche gli editori più grandi percorrono, pur se per una minima parte della loro produzione, strade analoghe. Il risultato è che da una parte l’albo illustrato ha trovato un suo spazio nel nostro paese, dall’altra proprio dall’Italia partono anche importanti progetti di coedizione. Nel 2008 la nostra casa editrice ha realizzato due coedizioni in cui sono stati coinvolti numerosi paesi: Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Portogallo e Brasile. Ma c’è di più: per quanto riguarda la cessione diritti, non solo oggi vengono tradotti più titoli italiani, ma la qualità e la cura editoriale hanno fatto sì che alcuni autori di altri paesi abbiano scelto la nostra casa editrice per pubblicare in prima edizione i loro libri, e in questo caso dall’Italia parte la cessione diritti anche di titoli stranieri. Proprio in questi giorni abbiamo ceduto i diritti de “La città” –uscito in Italia lo scorso gennaio– agli editori australiani e francesi dell’autore, Armin Greder, e siamo in trattativa per cederli al suo editore tedesco.

Potrebbe delineare le tendenze in atto nel mercato dei libri per bambini in Italia, sia dal punto di vista della strategia dell’editore sia dal punto di vista dell’evoluzione dei gusti da parte dei giovani lettori? Queste tendenze sono analoghe a quelle che dal suo punto di osservazione riscontra in altri mercati europei o nordamericani?
Sarò sincera: non mi interesso particolarmente alle “tendenze di mercato”, le tendenze di mercato non fanno parte degli elementi in base ai quali la nostra casa editrice decide di pubblicare un titolo. E quindi, ne so pochissimo. Quello che posso dire rispetto all’Italia è che, soprattutto da parte dei grandi gruppi editoriali, mi pare ci sia una pericolosa –e irresponsabile– tendenza all’appiattimento, all’omologazione, a ricalcare i più banali modelli televisivi alla ricerca del best-seller. In poche parole: a considerare bambini e ragazzi solo un’appetibile fetta di mercato, nell’idea che cultura e letteratura siano svaghi o passatempi accessori, e non, come credo siano, parte essenziale della crescita individuale e collettiva.

Quali sono i Paesi con cui la casa editrice intrattiene i rapporti migliori in termini di vendita di diritti e quali in termini di acquisto?
Sicuramente la Francia, per la sua grande tradizione nel campo dei libri illustrati, e la Spagna che mi pare stia vivendo un momento di grande fermento culturale, e in cui ci sono alcuni fra i più interessanti autori e illustratori europei. In generale la nostra casa editrice tende a realizzare progetti partiti dal nostro paese, e quindi puntiamo maggiormente sulla cessione dei diritti, più che sulla traduzione. Ma nel 2009 avremo quattro titoli tradotti: uno di una piccolissima casa editrice francese (così piccola che è formata solo dal suo fondatore, Benöit Jacques, anche autore di tutti i titoli), uno di una casa editrice spagnola appena nata –“A Buen Paso”– un titolo proveniente dagli Stati Uniti (si tratta di un grande classico, Shell Silverstein) e un titolo di una magnifica casa editrice coreana, Jaimimage, che presenteremo a questa Fiera di Bologna.

Quali sono a suo parere i mercati emergenti per il libro per ragazzi e quali potrebbero essere le difficoltà per l’editore italiano?
Molti paesi del Nord Africa sono sicuramente – e non solo dal punto di vista dell’editoria – in movimento. Tuttavia, i libri italiani sono troppo costosi per questi paesi, e a volte tematiche che sono importanti nel nostro paese, non sono di alcun interesse nel loro. Il problema dei costi c’è anche per i paesi dell’Est, in cui pure esistono autori e case editrici di grande qualità e raffinatezza. Con queste case editrici, nonostante i comuni interessi, è difficile condividere progetti di coedizione, perché i costi sono troppo elevati per loro, anche se in alcuni di questi paesi –ad esempio in Polonia o nella Repubblica Ceca– lo stato interviene concretamente nel sostegno a progetti di qualità.

Qual è oggi, secondo l’esperienza della casa editrice, la strategia migliore per internazionalizzare un titolo o una collana per ragazzi? A suo parere ci sono autori o illustratori italiani che potrebbero avere o hanno già una visibilità internazionale?
Di nuovo, credo che la strategia migliore sia quella di puntare sulla qualità e sull’innovazione. Puntando sulla qualità siamo riusciti a collaborare con autori il cui talento è riconosciuto a livello internazionale, come Stefano Benni o Lorenzo Mattotti. È naturale che per autori già conosciuti all’estero, ci sia maggiore interesse da parte degli editori stranieri. Tuttavia è accaduto anche che il primo titolo pubblicato all’estero di Lia Levi –autrice molto apprezzata nel nostro paese ma mai tradotta– sia stato “La portinaia Apollonia”, edito in Francia da Milan. Un altro caso è quello di Fabian Negrin, autore e illustratore “storico” della nostra casa editrice, che in questi ultimi anni è entrato nel catalogo della francese Editions du Rouergue e di Creative Company, una delle più prestigiose case editrici americane, che ha anche il merito di aver investito sul lavoro di Roberto Innocenti. Infine sono convinta che Mara Cerri sia un’autrice che, seppur ancora poco tradotta, troverà l’interesse degli editori stranieri. Il suo ultimo libro, “Via Curiel 8”, è un racconto di rara intensità le cui immagini superano i confini delle lingue.

Quale è stato, in generale, l’andamento del mercato dell’editoria per bambini e ragazzi nel 2008?
E come, più in particolare, è andato il 2008 per la sua casa editrice?
Come sia andato in generale, non saprei. Per noi è stato un anno importante, che ha segnato un incremento di oltre il 50% sui titoli venduti e sul fatturato, anche se bisogna dire che le nostre cifre sono piuttosto piccole e forse non si può che migliorare…

Qualche anticipazione per il 2009: autori emergenti, titoli su cui la casa editrice punta particolarmente, iniziative commerciali e di promozione della lettura…
Il 9 novembre 2009 saranno passati vent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Certamente quella caduta ha segnato uno dei momenti decisivi della nostra epoca. Ma oggi sono ancora in piedi molti muri, meno simbolici, meno noti –o addirittura invisibili– tuttavia eretti con lo stesso miscuglio di odio, paura e mancanza di immaginazione.
In collaborazione con il Goethe-Institut e altri istituti culturali, abbiamo deciso di ricordare il muro di Berlino per raccontare ai lettori più giovani la sua assurda presenza fisica e la sua brutalità, affidando a dieci fra i più noti scrittori europei –per l’Italia la “fiaba” è di Andrea Camilleri– un racconto su questo tema. Filo conduttore dei racconti saranno le illustrazioni del libro, che abbiamo affidato a Henning Wagenbreth, uno tra i più interessanti e innovativi illustratori tedeschi.
“1989” –questo il titolo del libro– sarà pubblicato contemporaneamente in Italia, Francia, Germania, Spagna e, speriamo, in alcuni paesi dell’Est. Il libro sarà presentato a Roma insieme agli autori dei racconti, e verrà accompagnato nelle principali città europee da una mostra delle tavole originali.
Anche se noti al pubblico come scrittori per adulti, tutti gli autori si sono rivolti a una generazione che non ha avuto esperienza diretta del muro: quella generazione nata dopo il 1989. Oltre a voler raccontare un muro che fortunatamente non esiste più, con questo libro vorremmo infatti superare un muro meno ovvio ma tutt’ora esistente: quello che divide la letteratura per adulti da quella per ragazzi.