Matilde Serao

“Io credo, con la vivacità di quel linguaggio incerto e di quello stile rotto, d’infondere nelle opere mie il calore, e il calore non solo vivifica i corpi ma li preserva da ogni corruzione del tempo.” Così rispondeva Matilde Serao a chi la accusava di non saper scrivere. Nata a Patrasso nel 1856, giovanissima si trasferì Napoli. Figura di primo piano nel giornalismo italiano -prima donna a fondare e a dirigere un quotidiano, il Mattino, chiamò a collaborarvi D’Annunzio e Carducci- fu anche scrittrice prolifica con una quarantina di romanzi e novelle. Considerata per la sua indole sanguigna “la più grande pittrice di folle che ebbe il verismo”, profonda fu la sua sensibilità per la condizione sociale, quella femminile in particolare. Piccole anime (1883), da cui è tratta Canituccia, ne è testimonianza esemplare. Morì nel 1927, a Napoli, mentre era alla scrivania intenta a scrivere. 

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Canituccia