“Non avrei mai pensato di diventare maestro di scuola. Volevo fare il falegname, vivere in una segheria tra trance e pialle, sgorbie e lime. Il mio modello era Geppetto, l’artigiano di Collodi. Sì, volevo essere come Geppetto con Pinocchio.” Maestro, e non solo di scuola, Mario Lodi lo è diventato presto. Nel 1948, a 26 anni, sale in cattedra e subito si impegna nel Movimento di Cooperazione educativa, ed è tra i più coerenti innovatori di una scuola che trasmetteva solo nozioni. Comincia anche a scrivere, fiabe e racconti prima –famossimo il suo “Cipì”– saggi poi –altrettanto noto “Il paese sbagliato”– che raccontano della sua esperienza pedagogica. Negli anni ’70 è sicuro punto di riferimento per decine e decine di giovani insegnanti. L’arrivo della pensione –è il 1978– non riduce né l’impegno né la passione. Nel 1989 dà vita alla Casa delle Arti e del Gioco, tutt’ora vera e propria fucina di sperimentazione e approfondimento. Fra le sue ultime pubblicazioni, “ll pensiero di Brio” illustrato da Emanuele Luzzati. Mario Lodi ci ha lasciato il 2 marzo del 2014, a una manciata di giorni dall'uscita in libreria della riedizione de "Il soldatino del Pim Pum Pà" illustrato da Michele Rocchetti (2014). 

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Il soldatino del Pim Pum Pà