Julian Tuwim

Julian Tuwim è nato a Lodz, in Polonia, alla fine dell’ottocento. Figlio di ebrei lituani, a scuola non era un granché. Un anno fu anche bocciato. Ciò però non gli impedì di laurearsi in filosofia e diritto. Ma presto cominciò a scrivere. L’esordio è un fiammeggiante Manifesto Futurista, in cui già si intravedono l’energia esplosiva e la tensione emotiva che lo caratterizzeranno. Poi si dedica al cabaret, dove comincia a dispiegare il suo caustico umorismo che sfocerà nello straordinario "Il ballo all’Opera", unica sua opera pubblicata in Italia dalla casa editrice Livello 4. Contemporaneamente comincia a scrivere versi, rinnovando il linguaggio poetico polacco con l’introduzione di una lingua parlata ricca di metafore, onomatopeie, neologismi. "L’agguato a Dio", "Parole nel sangue", "L’essenza ardente" le sue raccolte più famose. Per sfuggire al nazismo, alla vigilia della seconda guerra mondiale, si rifugia in Romania, poi in Francia, Portogallo, Brasile, per raggiungere infine New York. Qui collabora con la rivista “Nuova Polonia” e altre pubblicazioni americane, ma, soprattutto, è qui che sbocciano quei meravigliosi "Fiori Polacchi", un poema, struggente ricordo del suo paese. Tornato in patria alla fine della guerra, il clima del regime comunista sembra inaridire la sua creatività. E allora si dedica con impareggiabile maestria al teatro, diventando direttore artistico di quello della sua Lodz. E proprio la sua città, prima della sua scomparsa nel 1953, ne riconosce l’indiscusso valore con una laurea honoris causa e il più importante premio letterario. Nel catalogo di orecchio acerbo "Tutti per tutti. Poesie per bambini di Julian Tuwim" (2010). 

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Tutti per tutti