Sergio Tofano nasce a Roma il 20 agosto 1886. Figlio di un magistrato, si laurea in lettere discutendo una tesi sul ruolo del ‘brillante’ nel teatro italiano e contemporaneamente frequenta la scuola di recitazione di Virginia Marini e Eduardo Boutet all’Accademia di Santa Cecilia a Roma. La carriera artistica lo vedrà sempre impegnato sul duplice fronte del teatro e dell’illustrazione. Disegnatore autodidatta, nel 1908 Tofano inizia a collaborare con “Il Giornalino della Domenica” di Vamba, firmandosi con il monogramma di Sto con cui diventerà celebre. L’anno successivo esordisce come attore nella compagnia di Ermete Novelli e poi in quella di Virgilio Talli, con cui continua a recitare per dieci anni, fino al 1923. Nel 1917, a seguito della disfatta militare italiana di Caporetto, crea il personaggio del signor Bonaventura per il ‘’Corriere dei Piccoli’’. Pubblicate per la prima volta il 28 ottobre 1917, le avventure di Bonaventura, sceneggiate disegnate e verseggiate da Tofano, occuperanno per oltre quarant’anni le pagine del settimanale per bambini. Ben presto il personaggio si trasferisce dalla carta al palcoscenico, diventando il protagonista di sei commedie (che vedranno poi la pubblicazione con i disegni dell’autore) in cui il ruolo di Bonaventura viene interpretato da Tofano stesso. Nel 1923 sposa Rosetta Cavallari, che a lungo gli sarà compagna di vita e d’arte lavorando con Tofano come attrice e anche come costumista. A partire dal 1920 Tofano è autore di varie opere oltre le storie di Bonaventura (fra cui “Rime d’amore a Orsola”, “Storie di cantastorie”, “I cavoli a merenda” e “Il romanzo della mie delusioni”) e illustratore di alcuni grandi classici (come “Le avventure di Pinocchio” di Collodi, “Le storie naturali” di Jules Renard, “La scacchiera allo specchio” di Bontempelli, fino al “Marcovaldo” di Italo Calvino). Come disegnatore collabora con molti periodici, passando dalla satira alla moda e alla critica teatrale: “Numero”, “Satana-Beffa”, “Lidel”, “La Donna”, “Il Dramma” e molti altri ancora. La fama di Tofano disegnatore travalica i confini italiani: molto importanti sono stati gli incarichi per il periodico satirico argentino “El Hogar” e soprattutto la lunga e costante attività per “Vanity Fair” di Boston protrattasi dal 1923 al 1928. Tofano ha prestato la sua arte anche alla pubblicità di alcune importanti marchi italiani; vanno ricordati il concorso delle figurine del 1937, sponsorizzato da un gruppo di aziende fra cui Barilla e Zucca, e la lunga attività per la Campari di cui Tofano fu brillante inventore di antesignane campagne promozionali. Parallelamente, dopo il 1923, Tofano coltiva la sua carriera teatrale con la compagnia di Dario Niccodemi fino al 1927; lo stesso anno fonda la propria compagnia assieme a Checco Rissone e Luigi Almirante e dal 1930 recita con Elsa Merlini, Luigi Cimara, Vittorio De Sica, Evi Maltagliati, Gino Cervi. Nel teatro i compiti di Tofano furono molto diversi: attore, regista, scenografo, costumista e spesso autore. Negli anni Trenta oltre a Bonaventura (che arriverà perfino al cinema nel 1945 con “Cenerentola e il signor Bonaventura”) Tofano interpreta diversi ruoli famosi, come il dottor Knock in “Knock o il trionfo della medicina” di Jules Romains o il professor Toti in “Pensaci, Giacomino!” di Pirandello. Nel secondo dopoguerra è chiamato a lavorare con i maggiori registi dell’epoca come Visconti, (sotto la cui direzione reciterà ne “Il Giardino dei ciliegi” e “Troilo e Cressida”) e Strehler (per cui interpreta Buchner e Goldoni); continua a recitare fino agli anni Settanta, alternando al teatro il cinema e la televisione (a partire dal 1962) oltre al suo ruolo di insegnante di recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma. Muore a Roma il 28 ottobre 1973.