Mariana Chiesa Mateos

Mariana Chiesa è nata in Argentina, a La Plata, nel 1967. Si dedica all’incisione, alla pittura e al fumetto: tre diversi modi per definire la sua vocazione di disegnatrice. Il mestiere l’ha imparato a Buenos Aires, da Alberto Breccia, il maestro che scambiò la sua matita per un coltello. Ama Alejandra Pizarnik, la poetessa che vedeva se stessa come una bambina in un giardino. La narrazione è il filo conduttore dei suoi disegni che raccontano del sesso, dell’infanzia, del desiderio, della perdita. Nel tentativo di coniugare il privato con il sociale, di aprire uno spazio di incontro possibile fra la sua intimità e quella degli altri. Ha collaborato con case editrici di tutto il mondo: Lápiz Japonés, El ojo clínico, Sins entido, L'Association e Media Vaca tra le altre. Ha insegnato incisione e ha partecipato a numerose mostre. Nel 1997 si è trasferita a Barcellona, dove è rimasta fino al 2008. Oggi vive in Italia, vicino a Bologna. Fra i suoi libri ricordiamo: “Mis primeras 80.000 palabras” opera collettiva di cui ha realizzato anche la copertina (Media Vaca, 2002), “Tipos ilustrados” (Cromotex, 2004), ”No hay tiempo para jugar” con Sandra Arenal (Media Vaca, 2004) premiato nel 2005 dalla Biblioteca Internazionale di Monaco e uscito successivamente in Italia con il titolo “Non c'è tempo per giocare” (Zoolibri, 2007), “Sex Design” opera collettiva (Collins Design & Loft Publications.N.Y., 2006), “Il nostro italiano per ragazze e ragazzi” (AIPI/CASIU Montevideo, 2009). Nel catalogo di orecchio acerbo: “Migrando” (2010), "Quasi ninna, quasi nanna" (2013).