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Mio padre il grande pirata

illustrazioni di Maurizio A. C. Quarello
ISBN 9788896806630

Non disponibile

Descrizione

Mio padre il grande pirata

Un bambino innamorato del padre. Minatore emigrato in Belgio, rientra a casa solo una volta l’anno e a suo figlio porta regali di mare e racconti di tesori perduti e avventure. Suo figlio lo crede un pirata. Di più: un grande pirata che guida una nave chiamata Speranza. E chi, se non la ciurma, possono essere Tabacco, Turco, Libeccio, Barbuto, e anche il pappagallo Centolire, di cui parla sempre il papà? Sarà solo dopo un incidente in miniera che il bambino capirà la verità. Un lungo viaggio in treno verso il Belgio, e poi l’ospedale in cui ritroverà il padre ferito. E insieme una grande delusione: suo padre gli ha sempre mentito. Per fortuna è salvo, ma il grande pirata non c’è più. Alcuni anni dopo, un altro telegramma: la miniera chiude. Altro treno, altro viaggio, stessa destinazione. E, per il bambino -diventato ragazzo- la scoperta: Tabacco, Turco, Libeccio e Barbuto esistono davvero, sono i vecchi compagni del padre, e Speranza è il nome che campeggia all’ingresso della miniera. Nera come il carbone, allora il ragazzo issa sul traliccio più alto la bandiera della pirateria.

Giugno 2013
Collana: albi
Area tematica: La difficoltà di crescere, Memoria, Raccontare il presente
Età: dai 7 anni in su
Pagine: 48
Formato: 21x28
Premio: Premio Cassa di Cento 2014; Premio Orbil 2014; Finalista Premio Scelte di Classe 2014; Premio Soligatto 2015; Finalista Les Incorruptibles 2015; Nomination Deutsche Jugendliteraturpreis 2015; Premio Laura Orvieto edizione 2013-2015
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Intro.
Minatore emigrato in Belgio, rientra a casa solo una volta l’anno e a suo figlio porta regali di mare e racconti di tesori perduti e avventure. Suo figlio lo crede un grande pirata che guida una nave chiamata Speranza. Sarà solo dopo un incidente in miniera che il bambino capirà la verità. Un lungo viaggio in treno verso il Belgio, e poi l’ospedale in cui ritroverà il padre ferito. E insieme una grande delusione: suo padre gli ha sempre mentito. Per fortuna è salvo, ma il grande pirata non c’è più. Alcuni anni dopo, un altro telegramma: la miniera chiude. Altro treno, altro viaggio, stessa destinazione. E, per il bambino diventato ragazzo, arriva la verità.
1. Una volta l'anno
Il papà del protagonista torna a casa solo l'estate perché la sua occupazione lo tiene lontano da casa. Qualche membro della tua famiglia in passato o attualmente passa lunghi periodi lontano da casa per motivi di lavoro? La lontananza può modificare gli affetti?
2. Mi raccontava
Ad ogni ritorno il padre 'pirata' prendeva sulle ginocchia il figlio e, guardando una mappa, ogni luogo diventava fantastico. Raccontare storie è un mestiere bellissimo. E ascoltarle accende l'immaginazione. Tra le persone che conosci chi è il tuo narratore di storie preferito? E le storie che ti racconta sono storie vere oppure frutto solo della sua fantasia?
3. Fare un viaggio
Il padre che non torna e quel telegramma che arriva mette in movimento l'immaginazione di quel bambino e le sue aspettative. La sua mente immagina un viaggio del tutto diverso da quello che farà veramente. Prima di un viaggio sei tranquillo oppure sei agitato perché non sai quello che ti aspetta?
4. Un mucchio di bugie
Nonostante la gioia nel rivedere il padre creduto morto, tuttavia il bambino prova una grande delusione nel constatare che suo padre gli ha mentito sul suo essere un grande pirata. Secondo te, è giusto quello che lo ha fatto? Nella tua esperienza hai mai visto un grande mentire? E quale è stata la tua reazione?
5. Si chiamava Speranza
Ora che la miniera chiude per sempre tornano vive grandi emozioni. Nonostante il lavoro fosse molto faticoso, pericoloso e lontano da casa per quegli uomini la miniera ha rappresentato la grande speranza di un futuro migliore. Quei minatori erano stati davvero una ciurma di sporchi pirati. Condividere con altri esperienze importanti o grandi ideali come ti fa sentire?
6. Per quelli che erano rimasti là sotto
Molti italiani emigrarono verso il Belgio per trovare lavoro in miniera. E molti di loro, a scavare carbone sotto terra, morirono. Emigrare in cerca di fortuna, anche a rischio della vita è una cosa che capita anche adesso molto spesso. Ma adesso è l'Italia la meta d'arrivo. Avete mai parlato in classe dei grandi flussi di emigranti che ai primi del Novecento partivano dall'Italia per cercar fortuna? Quali erano le rotte principali?