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Lea Ritter-Santini

Lea Ritter-Santini

Uno stile di “affetti” e di genio è stato quello di Lea Ritter Santini, comparatista di respiro europeo: ha introdotto in Italia, nella sua fervida e generosa collaborazione a «Il Mulino» (di cui il fratello era stato uno dei fondatori), libri essenziali di Blumenberg, Ohly, Koehler; ma anche: Heinrich e Golo Mann, Heinrich Lausberg (di cui è stata allieva prediletta), Bruno Snell, Hannah Arendt, Heinrich Böll: la miglior creazione letteraria, la linguistica, la retorica, la letteratura comparata; basti pensare agli Studi di letteratura europea di Ernst Robert Curtius che Lea Ritter Santini scelse e pubblicò nel 1963. Insieme a questo incessante tessere rinnovati legami tra due culture che le infauste dittature sotto altro segno avevano riunito, la studiosa è stata raffinata interprete dell’«iconologia letteraria», ereditando la squisita lezione di Mario Praz e estendendola verso l’epoca moderna (Settecento-Novecento), di cui è stata sicura guida. (Carlo Ossola, da "Ricordo di Lea Ritter Santini")