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Heinrich Böll

Heinrich Böll

(Colonia, 21 dicembre 1917 – Langenbroich, 16 luglio 1985)  Premio Nobel per la Letteratura nel 1972, è considerato uno dei massimi esponenti della letteratura tedesca del secondo dopoguerra.Proveniva da un’antica famiglia di cattolici esuli nel 16° secolo dall’Inghilterra. Ha vissuto la sua prima infanzia durante la I Guerra Mondiale ed è stato coinvolto tragicamente nella II, facendo parte di quei giovani dalle vite incompiute che affrontarono la travagliata realtà della Repubblica di Weimar e gli orrori del Nazismo. Costretto a lasciare i corsi di Germanistica dell’Università di Colonia e a militare come soldato di fanteria, per più di sei anni combatté in Russia e su diversi altri fronti. Nel 1942, durante una licenza, sposò Annemarie Cech, amata collaboratrice letteraria che faceva per lui le traduzioni dalla lingua inglese, dalla quale ebbe quattro figli. Ferito più volte, disertò nel 1944 e nella sua ritirata finì prigioniero degli Americani. Queste tremende esperienze lo segnarono talmente da influenzare tutta la sua opera. Carpentiere prima, impiegato poi, e infine pubblicista e saggista, iniziò a scrivere racconti brevi a cui seguirono i primi romanzi, con i quali seppe dare una tenera e desolata testimonianza della sconfitta delle giovani generazioni tedesche durante il disastro bellico. Con beffarda ironia ma sempre impegnato e attento ai deboli e agli oppressi, ha raccontato la Germania della ricostruzione negli anni Cinquanta nei romanzi “Casa senza custode” (Mondadori, 1957) , “Il pane dei verdi anni” (Mondadori,1961) e “Biliardo alle nove e mezzo” (Mondadori, 1962). Disgustato dalla spietatezza del neocapitalismo e dal vuoto consumismo degli anni Sessanta, con una satira sempre più feroce e dissacrante ha fustigato i nuovi costumi tedeschi in “Opinioni di un Clown” (Mondadori, 1965).Nel rifiuto di qualsiasi ideologia, Böll creò una propria alta moralità personale, impegnandosi a combattere ipocrisie e compromessi. Morì nella sua casa di campagna nei pressi di Bonn nel 1985. Con lui, si spegneva una forte voce di tolleranza e libertà, disincantata e pessimista, ispirata dal bisogno di smascherare le illusioni, di svelare le colpe del passato nascoste dietro la facciata di un prodigioso miracolo economico e di indicare il ruolo cruciale dell’assunzione di responsabilità morale del singolo individuo e di un intero popolo. Nel catalogo di orecchio acerbo, "Anche i bambini sono dei civili", all'interno di "1989", un'antologia illustrata da Henning Wagenbreth, e "La bilancia dei Balek".