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Carlo Collodi

Carlo Collodi

Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, (Firenze 1826-1890) nasce da famiglia toscana di umili origini al servizio dei marchesi Ginori, che amministravano un podere presso la località Collodi. Iniziò gli studi in seminario, ricevette una buona istruzione e sviluppò il suo interesse per la scrittura e il giornalismo. Lasciò il seminario e iniziò a contribuire al dibattito culturale milanese e degli scapigliati, scrivendo per diverse testate giornalistiche. Allo scoppio della prima guerra di indipendenza si arruolò come volontario e, tornato a Firenze, fondò una rivista di satira, "Il Lampione", che venne presto censurata, e una rivista di teatro, "Scaramuccia". Nel 1868 il Ministero della Pubblica Istruzione lo invitò a far parte della redazione di un dizionario di lingua parlata, il "Novo vocabolario della lingua italiana secondo l'uso di Firenze". Nel 1875 tradusse le fiabe dei più importanti autori francesi, raccolte nel corpus "I racconti delle fate". Era il 1881 quando sul periodico per l'infanzia "Giornale per i bambini" venne pubblicata la prima puntata di "Storia di un burattino", che ebbe un grande successo di pubblico. Collodi divenne quindi direttore della rivista e due anni più tardi pubblicò tutte le storie di Pinocchio in un unico volume dal titolo "Le avventure di Pinocchio". Nel catalogo di orecchio acerbo il suo più celebre romanzo è illustrato da Luca Caimmi.