Maja Celija

)"Maja Celija dalla nativa Slovenia, è approdata sulla costa adriatica (territorio fertilissimo quello compreso fra la Romagna e le Marche per la nostra giovane illustrazione). Nel volgere di pochissimi anni ha saputo imporsi con collaborazioni prestigiose in Italia e oltralpe. (...) Maja è bravissima nell’andare oltre il testo, ama gli accostamenti incongrui, le sorprese visive e spiazzanti, il particolare capace di mettere in moto altri percorsi e domande." (Walter Fochesato). Maja Celija è nata a Maribor (Slovenia) nel 1977. A cinque anni si trasferisce con la famiglia a Pula, in Croazia, dove compie gli studi classici. Nel 1995 segue il corso di illustrazione preso L'istituto Europeo di Design di Milano e si diploma nel 1998. Nel 2002 consegue inoltre il diploma di grafica presso il C.F.P. Bauer di Milano (ex Umanitaria). Da allora lavora come illustratrice per diverse riviste “Ventiquattro”, “Diario della settimana”, “Glas istre”, “Freundin”. Ha esposto le sue illustrazioni in molte mostre collettive e personali in Italia e all'estero ed è stata selezionata alla Mostra del Libro per Ragazzi di Bologna nel 1999, 2005 e nel 2007. Nel 2005 ha rappresentato l'Italia alla Biennale dell'Illustrazione di Bratislava. Attualmente vive e lavora a Pesaro. Fra i libri che ha illustrato: "Giufà e re Salomone" di Ascanio Celestini, (Donzelli editore, 2009), "Que Chaparron!” di Raquel Saiz (Oqo editora, 2008), “Filastrocca delle mani” di Giovanni Paolucci (2007), “Chiuso per ferie” (2006) e “Filastrocca acqua e sapone” di Giovanna Zoboli (2004) tutti pubblicati da Topipittori; “Il piccolo e il gigante feroce” di Graziella Favaro (Carthusia, 2004). Nel catalogo di orecchio acerbo: "Per fare il ritratto di un pesce" di Pascale Petit (2015), "Salto" di Lev Tolstoj (2012) e “Gago” di Giovanni Zoppoli (2007).