Pascale Petit

Chissà se Pascale Petit immagina esistano i generi letterari. Di certo non ne riconosce i confini. Dal reportage al racconto, dal testo teatrale alla canzone, dalla sceneggiatura di cartoni animati alla poesia, le sue sono continue incursioni in nuovi terreni da esplorare. Sempre però con un costante e determinato obiettivo: reiventare la realtà, creare uno scarto, prendere le distanze da ciò che appare scontato. L’aiutano di certo nella sua ricerca di punti di vista originali sia gli studi filosofici sia l’amore per i viaggi –Spagna e America Latina le mete preferite-. Senza dimenticare né i fiori né le farfalle. Non ancora trentenne, nel 1997 ha pubblicato il suo primo libro –“La ligne d’Horizon”, Rouergue-, per collezionarne poi una decina. A noi piace ricordare “Comment faire avec le rinhocéros”, Rouergue 2011; “Made in OuLiPo: Le Popopo et le Dédédé et La tortilla du ciboulot”, L’Ecole des loisirs 2013; “Pool” con le illustrazioni di Renaud Perrin, Rouergue, 2014. Già nel comitato di redazione della rivista Action Poetique, Pascale anima con regolarità corsi di scrittura. Uno dei più recenti, sul gioco della scrittura nel solco dell’OuLiPo. Nel catalogo di orecchio acerbo, "Per fare il ritratto di un pesce" illustrato da Maja Celija (2015). La foto di Pascale Petit è di ©Vesna Borozan.