Ingo Schulze

È nato a Dresda nel 1962. Dopo gli studi di filologia classica, ha lavorato come drammaturgo e redattore ad Altenburg. Dal 1993 vive a Berlino. Ha esordito nel 1998 con la raccolta di racconti “33 attimi di felicità” (Mondadori, 1999), frutto di una lunga permanenza a San Pietroburgo, che lo ha imposto in Germania come uno dei giovani scrittori più importanti. Ma il grande successo è arrivato tre anni dopo con la pubblicazione di “Semplici storie” (Mondadori, 1999), che gli è valso il premio letterario della città di Berlino. Nel 2000 ha pubblicato “Von Nasen, Faxen und Ariadnefäden”, scritto insieme a Helmar Penndorf; e l’anno successivo ha ottenuto il premio letterario Joseph Breitbach. Nel 2005 con “Vite Nuove” (Feltrinelli, 2007) – che si è aggiudicato nel 2008 il Premio Grinzane Cavour per la sezione narrativa straniera – lo scrittore è tornato ad affrontare il tema a lui più caro, quello della Germania d’oggi e della riunificazione di due comunità diverse, se non contrapposte, per cinquant’anni separate tra loro. Nel 2006 ha vinto il Premio “Peter Weiss” della città di Bochum. Nel 2007 ha scritto la raccolta Handy (Berlin Verlag), un volume di racconti con cui è premiato alla fiera di Lipsia. Shulze è uno degli scrittori tedeschi oggi più noti e acclamati, celebrato anche all’estero per la sua incisività nel dar volto alla coscienza critica della Germania dopo la caduta del Muro. Il New Yorker lo ha annoverato tra i “sei migliori giovani romanzieri europei” e The Observer lo ha citato tra i “ventuno autori di cui ci si ricorderà nel ventunesimo secolo”. Tra i suoi libri, tradotti in ventisette lingue, ricordiamo anche “Bolero Berlinese” (Feltrinelli, 2008). Schulze è membro dell’Accademia delle arti di Berlino e dell’Accademia tedesca per la lingua e la poesia.
Nel catalogo di orecchio acerbo, "Quasi una fiaba", racconto all'interno di "1989", un'antologia illustrata da Henning Wagenbreth. 

Nel nostro catalogo:

1989