1989
1. Dieci muriUn’antologia di racconti brevi sulle muraglie dentro e fuori di noi, la scoperta di come e quanto ci limitino, la certezza di poterle abbattere. Michael Reynolds conclude la carrellata dei racconti ricordando la separazione in casa tra i suoi genitori. E tu, con quali muri ti scontri? Credi serva ricordare? E dimenticare? Perché? Sei d’accordo con lo scrittore quando afferma che i popoli non possono permettersi di dimenticare? A cosa porta l’oblio? Di cosa fai memoria?
2. AciditàOsserviamo i toni cromatici scelti dall’illustratore. Chi ha la pelle giallastra e chi no? Hai notato uomini o donne in divisa, con abiti religiosi o etnici? Prova a descrivere gli occhi dei vari personaggi sparsi nelle pagine: che sensazione ti danno? Come rappresenteresti i tuoi occhi quando sei triste, felice, arrabbiato, assente, nervoso, terrorizzato, sereno? Anche le chiome degli alberi non sono quasi mai verdi e i cieli quasi mai azzurri: come ti sembrano i corpi e gli edifici? Perché l’illustratore ha scelto di raccontare queste storie con i toni acidi e le linee spigolose? Adesso illustriamo noi con questo stile il muro reale o mentale che più ci opprime: è uno stile che ci viene spontaneo? Riesce a esprimere i nostri sentimenti sul muro?
Didier DaeninckxFrancese, scrive dell’impeccabile autodifesa messa a punto da un presidente architetto: il suo muro contro i nemici della patria e del suo potere sarà violato da un palloncino in volo, e dal riso irrefrenabile del popolo. Il palloncino, lo avrai riconosciuto, è quello di Mc Donalds: cosa significa secondo te questa scelta? In che termini l’autore scrive del muro tra Texas e Messico? Ti è mai capitato di sciogliere con un sorriso o una risata una situazione particolarmente tesa o una discussione degenerata in insulti e ripicche?
Heinrich BöllTedesco dell’ex Germania Ovest, scrive del muro insormontabile di uno strano ospedale dove ai pazienti rinchiusi, tutti stranieri, è vietato qualsiasi contatto con l’esterno: basterà un varco puzzolente per raggiungere i pasticcini tanto desiderati. Conosci strutture miste tra ospedale e carcere? Rintraccia nel testo i tanti bianchi diversi descritti dall’autore.
Olga TokarczukPolacca, scrive del muro dei confini geografici tra gli stati, irrisi da animali e piante ma non dagli uomini: la guardia che odia il suo lavoro di controllo poiché senza senso, riscopre l’amore per la sua mansione quando scopre negli altri non pericolosi intrusi ma uomini stanchi in cerca d’aiuto. Cosa sono oggi le frontiere, luoghi di incontro e di scambio o piuttosto muri di rabbia? Cosa vediamo nei barconi stracarichi che approdano alle nostre coste? Chi ci dice di vedere in quegli uomini dei nemici? Scopriamo quanti confini esistono sulla carta geografica del mondo... a cosa servono?
Max FrischSvizzero, scrive del muro del pregiudizio: persino il protagonista si convince di essere quello che tutti gli altri sostengono sia e forse anche di meritare l’emarginazione e l’odio. Quali sono gli emarginati tra noi? Noti tensioni per strada, in TV, nei luoghi che frequenti, dovute a diversità di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali? Subisci o di fai subire discriminazioni per pregiudizio contro la diversità?
Ljudmila PetrusevskajaRussa, scrive del muro bianco, nobile, santo della prigione, dove entrano in molti ed escono in pochi, da dove si odono sospiri e lamenti: solo un albero riesce a sbirciare oltre. Quanto ci tocca la giustizia sommaria? A cosa servono le prigioni? Chi ci va effettivamente?
Andrea CamilleriItaliano, scrive dei mille muri della paura: un uomo ricchissimo terrorizzato dagli altri uomini finisce per rintanarsi in una tomba. Solo da fantasma attraverserà i muri, forse accorgendosi di non averne male. Di cosa abbiamo paura? Di quali uomini? Cosa facciamo per evitare il confronto con la paura?
Jirí KratochvilCeco, scrive degli ammalianti muri del virtuale: creati per comunicare con il mondo intero, gli schermi di internet possono rintanarci in casa. Sei d’accordo? Ti senti imprigionato da chat, mail, social network vari? Ti senti modificato nel comportamento, nei gusti, nei desideri, dal mondo virtuale?
Elia BarcelóSpagnola, scrive dell’abolizione di tutti i muri nei futuri rapporti intergalattici: con gli stessi materiali si possono costruire muri o ponti. Questione di scelta. Creiamo volontariamente ostilità e divisione? Cosa ci porta a odiare l’altro? Come possono durare i ponti costruiti?
Miklós VámosUngherese, scrive dei muri temutissimi delle caserme, capaci di distorcere le realtà di fuori e di destabilizzare i soldati: rinchiusi, osservano altri rinchiusi senza riuscire a decifrare chi siano e cosa facciano. L’unica cosa che cresce è la certezza di avere i nemici a un tiro di schioppo. Gli sconosciuti diventano nemici: come sono i nostri vicini di casa?
Ingo SchulzeEx Germania dell’Est, scrive, unico tra i dieci autori del libro, di prima e dopo la caduta del muro: cosa è cambiato nella vita della sua maestra? Cosa è cambiato nella tua vita dopo un evento grande (es. trasferimento in un’altra città o partenza di una persona cara)? Tu sei cambiato? Come immagini sia cambiata la vita di chi ha sempre vissuto all’ombra del muro?
