Premi alla casa editrice

PIVI 2010 Menzione speciale a "Orecchio Acerbo" per l'utilizzo dei booktrailers nella loro strategia di promozione

Premio Andersen 2009 ai booktrailers di orecchio acerbo
protagonisti della promozione della cultura e della lettura 2009
Per aver dato vita ad un nuovo e vivace linguaggio,
teso a far scoprire e promuovere con intelligenza e creatività l'albo illustrato.

Premio "Lo Straniero" 2004

Premio Andersen 2004 per la miglior produzione editoriale "fatta ad arte"
Per aver coraggiosamente contribuito a rinnovare il linguaggio e le forme dell'albo illustrato. Per l'alta qualità complessiva della proposta editoriale. Ma la collana dov'è? Non c'è, non esiste. Almeno sulla carta. Beh, come giuria del Premio non è la prima volta che ci prendiamo una simile libertà, dettata da una precisa ma, credo, garbata e giustificata volontà provocatoria. In altri termini la collana altro non è che il bel catalogo che nel corso di pochi anni orecchio acerbo è andato via via costruendo e affinando. Una collana implicita, quindi, dettata da una forte ma consapevole volontà di sperimentare nuove strade nel campo dell'illustrazione, tentando di spezzare, o per lo meno di incrinare, logore competenze e suddivisioni che però in Italia, more solito, resistono tenaci. Basti pensare al ruolo che viene affidato all'albo illustrato o al cattivo gusto ancor dominante in molta, troppa, produzione. Orecchio acerbo ha lavorato e lavora proprio nella direzione di mostrare come sia sovente sciocco aggiungere "per l'infanzia". Tenta di far vedere, proprio attraverso le figure, come esista, in primo luogo, della buona illustrazione, tutta da leggere. Contamina i generi. Mescola le carte. Promuove la scoperta di grandi artisti internazionali e regala a quelli che operano nel nostro paese spazi di sperimentazione e libertà. Mostra nell'oggetto libro grande amore per ogni particolare, a partire dalla grafica per arrivare ai formati, ai materiali, alle rilegature. Ci ha regalato libri imperdibili come In bocca al lupo di Fabian Negrin. Ha fatto tesoro della propria esperienza. Insomma ha mostrato quanta arte (nel senso di mestiere e maestria, di esperienza tecnica, di attività creativa ed ingegno) occorra per fare "libri ad arte".